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Creacion del Hombre por Achaman

Secondo l'antica mitologia Guanche, quando Achaman, il dio supremo dei cieli, viveva in solitudine, non c'era terra, né mare, né vento, né fuoco. Tutto era silenzio e vuoto. Ma Achaman, eterno e potente, decise di riempire quel vuoto e creare il mondo: plasmò le montagne, il mare, i cieli luminosi e popolò la terra di animali e piante. Quando tutto fu completato, scese dalle alture per contemplare la sua opera dal Monte Echeyde (Teide), il punto più vicino al cielo.

Vedendo tanta bellezza, il suo cuore si commosse. Poi pensò:

"Tale bellezza non può essere solo per i miei occhi".

E fu in quel momento che decise di creare l'umanità, plasmando la prima donna e il primo uomo dall'acqua e dalla terra, e donando loro il dono di ammirare e prendersi cura del creato. Affidò loro una missione: vivere in armonia con la natura, proteggere ciò che aveva creato e trasmettere questo dovere ai loro discendenti.

Curiosità:

In alcune versioni, Achamán creò prima alcuni uomini e donne, concedendo loro bestiame e terra, e poi altri destinati a servirli, riflettendo la stratificazione sociale dei Guanche.

Il monte Echeyde (Teide) ricopriva un ruolo sacro: era visto come il punto in cui gli dei comunicavano con la terra e dove Achamán discese per plasmare l'umanità.

A differenza di altri miti della creazione, il popolo Guanche non nacque per punizione o ambizione, ma per amore e per il bisogno di condividere la bellezza del mondo.

Questo mito riflette un profondo legame tra i Guanche e il loro ambiente: l'umanità non è proprietaria della natura, ma sua custode e testimone.

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