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Jucancha




Jucancha era un essere malevolo nel folklore Guanche. Si manifestava principalmente al crepuscolo, quando Magec (il sole) tramontava e lasciava il posto ad Ayur (la notte). I Guanche lo descrivevano come un'entità oscura che assumeva la forma di grossi cani irsuti, maiali o altri animali a quattro zampe dal pelo nero. Il suo aspetto era associato a luoghi ombrosi come foreste, sentieri e zone appartate, e simboleggiava il pericolo, il male e l'ignoto. Per questo motivo, i Guanche evitavano di attraversare determinati luoghi dopo il tramonto.
Curiosità:
Jucancha era la versione di Tenerife dello stesso essere malevolo presente su altre isole.
A La Palma era conosciuto come Iruene, a La Gomera come Hirguan e a Gran Canaria come Tibicenas.
Si credeva che apparisse al crepuscolo, un momento considerato particolarmente pericoloso.
Juan de Abréu Galindo registrò queste credenze nel XVII secolo dopo aver parlato con gli antichi canari.
Era sempre descritto come un uomo dai capelli scuri e dall'aspetto minaccioso.
Rappresentava la paura della notte e i pericoli della natura selvaggia.